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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Marco Bellentani
martedì, 26 settembre 2006


Chiesa, Lavoro, Corridoi

Sete, Guerra, Lavare i piatti

Sei del mattino, Treno pieno, Reality.

Triste Vita di Regole!

 

Strada, Tempo solo libero

Pancia piena, Evitamento, Sporcizia

Quattro della notte, multe, Ecstasy.

 

Regole di vita Triste.

 

Progetto : Stadi D'emancipazione Estetica.
Concept: Marco Bellentani & Clara V.Cuzin
Liriche: Marco Bellentani
Immagini: Clara V.Cuzin

Mio Pensiero: Due vie squilibrate, quella dei fottuti benpensanti, dell'ipocrisia, dei doveri e delle finzioni e quella dell prigione del nulla e del tutto. Cambiando il prodotto del titolo, cambia la pessimistica conclusione?

postato da: Magister_Ludi alle ore 22:53 | Permalink | commenti (8)
categoria:poesie, arte visiva
lunedì, 25 settembre 2006
In questa sezione affronto criticamente una serie di poeti, cercando di metterne in luce i lati nascosti e rivalutando, magari, qualche grande maestro messo in soffitta ad ammuffire. Uno di questi è appunto Giovanni Pascoli.

PASCOLI: Il Gelsomino Notturno

E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.

Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolìo di stelle.

Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento...

E` l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.


Commento: Scritta per le nozze di un bibliotecario lucchese, il Pascoli qui ci slega tutta la sua classe, ma anche tutta la sua sofferenza per quella sessualità a lui negata dal rapporto morboso con le sorelle e dall'amore inconfessabile per quella minore, Ida.
Nell'oscurità si schiude quindi il Gelsomino Notturno ma, al contempo, si consuma anche la prima notte di nozze e i parallelismi tra i due eventi, consentono al poeta l'amare riflessione che sfocia in pessimismo e rassegnazione. Usando il suo caro novenario, che riportò a splendore, Pascoli apre la poesia con "E" simbolo di un taciuto prededente, di un'ansia che riesplode nelle ore in cui pensa ai suoi numerosi defunti. Poi l'apparizione delle "farfalle crepuscolari", le cieche Macroglosse, famose perché viscide: come l'amore sessuale anch'esse attraggano ma repellono il Pascoli.
Nella seconda quartina, l'umano vien taciuto eppur è presente, fa qualcosa in quella casa che ci appare stranamente calda ma inquietante mentre tutto s'addormenta.
Eppure è proprio dall'addormentamento in poi, terza strofa, che i segnali si fanno più violenti che fuoriesce un intenso odore di fragole, ma una fragranza forte e repellente per il Pascoli visto che, proprio quando si accorge che c'è attività nella casa, l'odore stesso lo riporta alle fosse intrise del sangue dei suoi familiari.
4° strofa: Anche l'ape è fuori ed è come il poeta esclusa dalle celle, dalla deflorazione amorosa. Questo apre al pessimismo macro e microcosmico: le Pleiadi (la chioccetta: anche però gallina in dialetto garfagnino) va con il suo pigolio di stelle: sinestesia tipica pascoliana (udito+vista).
Le ultime due strofe sono memorabili:
L'attrazione dell'odore amoroso sveglia i sensi pascoliani, fragorosamente ("l'odore che passa col vento" è un vento chioassoso che si contrappone alla pace della casa, allo spegnersi del lume, all'inizio dell'amore coniugale).
E' l'alba: si chiudono i petali...dunque il fiore notturno torna in stato di attesa, ma sono petali gualciti, così come il letto degli amanti, e lì...nel prato e la dentro nella casa e nell'urna molle e segreta (del fiore ma anche della sposa deflorata) si cova una : non so che felicità nuova.

Tecnicamente e sentimentalmente sublime. Vorrei far notare come la circolarità tipica del Pascoli si sublimi nell'apertura dei petali al verso 1 e poi nella loro chiusura a poesia terminata. Eccezionale l'abilità metrica pascoliana che si rivela nell'elusione sillabica intraverso nell'ultima strofa. Il decasillabo sdrucciolo (1 verso ultima strofa)diventa metricamente un novenario grazie all'elisione di petali con un(2 verso ultima strofa). E infatti petali non fa rima con segreta, ma togliendo l'ultima sillaba di petali e contandola in elisione nel verso successivo, rimane peta che appunto rima con segreta.

Se hai qualche commento, contributo da dare i commenti sono a tua disposizione. Sfido a dire che il Pascoli è un poeta facile per i bambinetti dell'elementari!!!
postato da: Magister_Ludi alle ore 20:11 | Permalink | commenti (13)
categoria:scuola di poesia
venerdì, 22 settembre 2006



Ho visto un albero di Natale

Impiccato al soffitto,

senza radici,

pareva morto.


Ho sentito parole inodori,

dal suono vuoto

di turbine,

pareva falso.
 

Ho colto un soffio dalla terra,

dalla crepa dell'ignoto che calpestiamo,

quasi sporco,

pareva colorare l'aria.


Progetto : Stadi D'emancipazione Estetica.
Concept: Marco Bellentani & Clara V.Cuzin
Liriche: Marco Bellentani
Immagini: Clara V.Cuzin

Mio Pensiero: In una mostra di oggetti di natale avevano appeso dei pini al tetto, morti, senza radici.
Tutta la poesia e la passione del mondo furon vane, false, culturalmente tradite dalla cultura stessa.
Penso che il puzzolente alito della Terra sia più poetico, più vero, più divino.
postato da: Magister_Ludi alle ore 19:32 | Permalink | commenti (2)
categoria:arte visiva
giovedì, 21 settembre 2006
Se la poesia qua sotto vi è piaciuta, potete votarla al seguente link:
http://www.feem.culturefactory.it/coriandoli/elenco.php
CLICCATE SUL LINK PER ANDARE SUBITO SULLA PAGINA.
Naturalmente si intitola Pelle D'Airone. Cliccandovi si aprirà un .pdf e da lì(in alto) potete lasciare il vostro voto.
Il concorso si chiama coriandoli e consente pubblicazioni con poeti già conosciuti, indi se poi fossi fra i prescelti vi sarei clamorosamente grato!
postato da: Magister_Ludi alle ore 23:18 | Permalink | commenti (5)
categoria:news
sabato, 16 settembre 2006



 

Sempre santa è la pelle d'airone

Dove vive il ventre dei piccoli pennuti

Non che tutto venga dal cuore

Trapassato d'albero, frantumato.


 

Progetto : Stadi D'emancipazione Estetica.
Concept: Marco Bellentani & Clara V.Cuzin
Liriche: Marco Bellentani
Immagini: Clara V.Cuzin

Mio Pensiero: Non sempre un'emozione e un'esperienza sono traducibili con parole semplici. Non sempre si deve ragionare per testi, ma anche per quelle immagini che ci trapassano, ma soprattutto tramite la sensazione stessa, la musica e la visione che sentiamo riecheggiare in noi.

postato da: Magister_Ludi alle ore 20:20 | Permalink | commenti (4)
categoria:segni
sabato, 16 settembre 2006



pp. 144, ISBN 88-86957-67-X

Per sempre... è il mio primo romanzo.
Lo scrissi in prima stesura nel 1994 a 21 anni, dopo, naturalmente la solita delusione amorosa.
Nel 1998 una casa mi propose la pubblicazione in quanto vinsi un concorso con "L'invisibile" il racconto che potete leggere nella sezione Racconti.
Per la trama e il commento vi rimando alla Prefazione che mi scrisse la critica Bianca Cerulli.
Per Sempre probabilmente dista anni luce dalle ultime mie cose, ma fu, in effetti la prima cosa che scrissi seriamente, appassionatamente. Soffrivo ancora il distacco che anelavo da certe convenzioni (8 anni di scuola dai preti!) e lo spiritismo fu una prima parabola; il tutto condito con quell'ipersensiblità adolescenziale che farà anche scapigliato, ma nutre il romanticismo più schietto e deciso.
Il romanzo ebbe un discreto successo, in quanto intriso di una certa freschezza compositiva, una visione giovane al 100%(il mondo adulto è escluso come spesso accade nei miei scritti) e un'allucinata visione del mondo. La storia d'amore raccontata è poi assai strappalacrime, visto anche il famoso finale che vi invito a scoprire alla fine!

Se mi lasci l'email in privato o sui commenti ti spedirò immediatamente il primo capitolo.

postato da: Magister_Ludi alle ore 13:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:per sempre
sabato, 16 settembre 2006
"Amare, comunque!". È la preghiera, l'invocazione, il grido di Marco. Che rimane nelle orecchie del lettore ben oltre l'ultima pagina del romanzo; che lascia una scia di polvere cosmica nella quale non è difficile veder agitarsi gli spiriti e le magiche presenze che affollano i giorni e le notti dei due adolescenti, Marco e Stefano, protagonisti di questo singolare romanzo di Marco Bellentani, emergente scrittore e poeta modenese.
Gusto per l'intreccio romanzesco e tensione religiosa sono le componenti che più facilmente si riconoscono in queste pagine. La prima nasce probabilmente da una genuina passione dell'autore per i colpi di scena e le sorprese che, disseminate qua e là nel testo, muovono la trama conferendole ritmo e tono; la seconda, oltre a rispecchiare una questione che sta - evidentemente - molto a cuore a Bellentani, è direttamente funzionale alla creazione dello spessore piscologico dei due protagonisti e dell'atmosfera di fondo che pervadendo tutto il romanzo gli regala accenti e toni mistici, da viaggio ultraterreno; fondendosi in ogni pagina, queste due componenenti regalano una lettura a metà tra il fantasy e il diario beat. Originale miscela che l'autore agita con saggezza, sorprendendo senza stancare.
Bellentani narra, partendo da un'estate a Viareggio, le storie parallele di Marco e Stefano, legati da un'amicizia amorosa priva di ambiguità, e quelle dei loro amici. Vite che s'incrociano per un attimo, o per sempre (il titolo del romanzo non è qui citato a caso), sprigionando scintille: "in tutti i momenti ciò che succede significa qualcosa" dice ancora Marco in uno dei suoi momenti ispirati; e Stefano: "Ti prego, continua... amore e ragione, vita e morte... sentimenti... sei in vena stasera." Mentre Marco infila pensieri come perle Stefano lo ascolta affascinato: ed è come se facessero l'amore senza toccarsi, senza la necessità di suggellare col corpo un'intesa già perfettamente compiuta con le sole anime. Questo dell'amicizia tra due ragazzi - maschi - è uno dei tempi più originali del romanzo; sembra infatti che ci sia una sorta di tabù ancestrale che impedisce agli uomini - non certo alle donne - di parlare dei loro amici, o talvolta, addirittura, di avere degli amici. Bellentani, al contrario, entra nell'amicizia al maschile senza incertezze spingendo i due ragazzi a manifestare il loro amore - sì, lo chiama proprio così - senza timore di equivoci. E il bello è che tutti gli altri, il gruppo, non mostrano la minima sorpresa o il minimo sospetto per un legame tanto forte; lo accettano, anzi, del tutto naturalmente. A dimostrazione che l'adolescenza, come diretta conseguenza dell'infanzia, ha una capacità di accettazione incondizionata e priva di pregiudizi. I quali ultimi, si sa, fanno parte di un altro mondo. Quello degli adulti, giustamente relegati nel romanzo al ruolo di pure comparse. Tranne che in un caso: quello del folle automobilista che, armato d'accetta, fa a pezzi la famiglia. È solo un episodio, ma fa riflettere: l'unico violento e per giunta omicida di tutta la storia è un signore di mezza età: come non vederci una chiara presa di posizione - del resto a un certo punto esplicitamente ammessa da Marco - nei confronti dei "grandi" che con le armi della logica fanno a pezzi i sogni dei loro figli? Marco e Stefano, pur avendo famiglie probabilmente affettuose vivono, di fatto, da soli: con le loro sbronze, le loro poesie (leggono - poteva essere altrimenti? - Verlaine e Poe, per non citarne che due) e le loro fanciulle.
Accanto a Marco e Stefano ci sono infatti due ragazze, anzi tre: Ilaria, Lisa ed Eleonora. Concrete e presenti la prima e l'ultima, enigmatica e sfuggente sino alla rivelazione dell'ultima riga la seconda. Portatrici di amore e disperazione come solo nell'adolescenza - e non è un luogo comune - succede. In modo totale e totalmente esigente. I loro rapporti, tra ragazze e ragazzi, sono come quelli di tutti gli adolescenti: fatti di emozionanti scoperte, ripicche infantili e separazioni laceranti. Ma sono anche continuamente intessuti di rimandi segreti, coincidenze misteriose, sogni che confinano con la realtà. E qui rientriamo nella seconda dimensione del romanzo, quella fantastica. Marco e Stefano, Ilaria e Lisa (Eleonora solo per un po', prima di cedere alla ragione dei "grandi") vivono a stretto contatto, anzi, sono immersi in un mondo che solo a tratti ha confini precisi e solidi; più spesso sfuma in un irreale che non è magico bensì, diremmo, mistico. Marco, che spesso parla di anime e di Dio, non lo fo mai in modo casuale o astratto. Lui sa che l'universo sensibile non è che la forma esteriore di una sostanza nascosta ma più vera del reale; e pur essendo anche lui - come gli altri - sconosciuto a se stesso, pur essendo anche a lui nascosto il proprio destino, finisce con l'essere, proprio per la sua speciale visionaria lucidità, la causa prima scatenante di una serie di reazioni a catena che lo conducono, e con lui il lettore, alla rivelazione della vita dell'anima. E qui ci fermiamo. Tradizione e mercato vogliono che non si racconti il finale al lettore. E finale, con relativo colpo di scena, qui non manca. A rendere ancora più intrigante una lettura intelligente e, ciò che non guasta mai, appassionante.
 
Bianca Cerulli
SE DESIDERI ACQUISTARE UNA COPIA (autografata) di "PER SEMPRE" CONTATTAMI LASCIANDOMI UN MESSAGGIO PRIVATO CON LA TUA EMAIL O IL MESSANGER PER CONTATTARTI, OPPURE LASCIA UN COMMENTO.
IL COSTO DEL ROMANZO E' DI 10 EURO (SPESE INCLUSE)
postato da: Magister_Ludi alle ore 13:46 | Permalink | commenti (2)
categoria:per sempre
venerdì, 15 settembre 2006

Fine Ottocento, paesaggio nebbioso e ambienti in puro gothic style: un giovane medico viene chiamato dal commissario locale in un lugubre paesino per l'autopsia di una giovane suicidatasi in circostanze misteriose. Presto scopre, tra superstizione e scienza, la maledizione che grava sul paese e una villa(grazie alle rivelazioni fatte dal borgomastro al commissario Kruger (pure Craven!!!)) dove una donna, sconvolta anni prima dalla morte della piccola figlia Melissa...
Ci troviamo davanti, probabilmente, al big bang del cinema anni 70, non solo da un punto di vista orrorifico. I tempi e i modi sono quelli
del film gotico anni '60, quindi il linguaggio filmico non prevede squartamenti, sadismi e via dicendo, ma Operazione Paura è il film da cui
tutto è succeduto...
Bava ci regala una ricostruzione storica perfetta, inquadrature mai banaali e indimenticabili, una fotografia da urlo e una trama che più avvincente non si può, giocando come un funambolo con la macchina da presa. Incredibile come questo film sia stato in lungo e in largo ispirazione, se non cassa di raccolta, degli horror succesivi. A partire da Shining, ove Kubrick prende ispirazione per le musiche, la tensione e il clima di mistero; ma non solo...la bambina, l'inquietante bambina(gemella delle gemelline di Shining)scippata addirittura anche da Fellini(senza ammetterlo...ma la Masina chiederà scusa a Bava per questo) nell' episodio di "Tre passi nel delirio" del maestro riminese. Certo, pensandoci bene...è clamoroso come Maestri di tal guisa abbiano strizzato l'occhio a Marione! E che dire belle bamboline malefiche di Dario Argento nei sui vari film e soprattutto in Prondo Rosso? Lascio a voi l'immaginare(gli spilli e i coltelli ce li metterà Fulci...)...
Tuttavia, il film di Bava va ancora oltre, perchè l'atmosfera plumbea corrode lo spettatore che si trova poi, improvvisamente a saltar sulla sedia per trovate "paurose" miste poi a trovate geniali (vedi la scena in cui il protagonista-Giacomo Rossi Stuart- scappa da una stanza all'altra ritrovandosi però sempre nella stesso luogo (siamo all'apice della corrispondenza tra immagine e immaginazione di Morin)) che senza accorgertene ti lasciano per minuti interi a bocca spalancata. Un capolavoro che semina il nero del Thriller e dell'Horror in un clima che apparentemente è da film di costume. Io dico...ma nel 66...e sottolineo..nel 66...non abituati a quel giornalismo d'assalto senza pudori che arriva sino alla morte in diretta, a tutti i film che ci siamo sorbiti, tra sevizie e sadismi senza sapere che erano figli di qualcuno...gli spettatori che l'hanno visto al cinema...non sono fuggiti:-)?!?!?
Operazione Paura: la formula per il thriller poi sublimato da Dario Argento (e anche dal primo Lucio Fulci) è presto fatta...
VOTO: 100/100.
postato da: Magister_Ludi alle ore 16:00 | Permalink | commenti (2)
categoria:recensioni cinematografiche
venerdì, 15 settembre 2006
!!! BLOG DI MARCO BELLENTANI -BENVENUTI-
Su questo blog troverete tutto sulla mia arte e le mie passioni.
E' in corso di aggiornamento. Alcune sezioni sono già disponibili(racconti, poesie, arte visiva), ma presto metterò altro materiale.
Troverete questo e quanto altro, come Recensioni di film in cui discutere e far conoscere opere non sempre reperibili o giustamente considerate.
Finito l'aggiornamento, il paginone centrale del Blog, servirà soprattutto a conoscersi e a condividere le nostre emozioni.

Buona permanenza.
Marco Bellentani.
postato da: Magister_Ludi alle ore 13:48 | Permalink | commenti (4)
categoria:news
venerdì, 15 settembre 2006

Il capolavoro di David, dell'onirico, dell'inesplicabile...

Difficilmente troverete un film in grado di impegnare le vostre risorse psichiche, distruggervi e spazzarvi via come Mulholland Drive, ove Lynch conduce lo spettatore al delirio della protagonista attraverso una logica che non si rivelerà tale, e in una disarmante e frammentata realtà.
Fedele al mondo dell’impossibile, dell’onirico, come nessun altro, Lynch stavolta sforna un capolavoro assoluto, un film da storia del cinema:

Rita resta coinvolta in un terribile incidente sulla famosa via di Hollywood. Perduta la memoria si imbatte, casualmente(?) in Betty, solare e disponibile provinciale, che cercherà di ricostruire il passato di Rita e la propria felicità d’attrice.
Mentre gli incubi di un uomo sconosciuto si realizzano, la loro amicizia si salderà verso l’amore ma…un regista pilotato, sfigato e cornuto, la mafia che decide la protagonista del suo film, una morta dimenticata in casa dalla vicina, veggenti e strane figure, un killer pasticcione che per ucciderne uno ne fa fuori tre, case scambiate, numeri che ricorrono, un cowboy saggio e un barbone “uomo-nero” che sembra costruire il destino dell’umanità.........

....Un teatro, un’ illusione: “riavvolgere via via il nastro”, è questo il segreto per capire tutto ciò che succede(dopo il fantastico colpo di scena) dal momento in cui Rita(siamo sicuri chi sia?) viene risucchiata dalla “scatola blu”…
Qui Lynch ci aiuta, grazie agli abiti, alla chiave blu(non più a tre “metafisiche” punte!), alle tazze da caffè ricostruendo, balzando da un tempo all’altro, “cosa” è accaduto "prima": ma lo fa mischiando i tempi stessi presentati non in successione(come dire dopo l’1 viene il 3, poi il 2, il 5 e 4 etc.):state, dunque, attenti a questi particolari e riuscirete a venir fuori dal delirio: un delirio favoloso, travolgente, estenuante, sognante, surreale,impossibile e possibile.

Se avete già visto il film o lo state per vedere capirete presto il senso di una recensione così fuori dal normale, che invece, come la nostra vita, permeata dell’ irrazionalità alla Lynch, è concreto susseguirsi(o raccontare) di eventi non sempre spiegabili.Tutto vi sarà chiaro…

Fotografia eccellente, regia da leggenda (Palma a Cannes nel 2001), una sceneggiatura che a dir poco è un vaso di pandora di infinite trovate, idee e incubi; così Lynch; che lascia anche frammenti logico-matemateci(come il ricorrere del 16,12,17, la targa Gat 123) onde fonderci il cervello e sorridere, affermando l’irrazionalità dell’esistenza; si mostra come genio inteleggibile.
Sì, lasciandosi travolgere da questo capolavoro si sogna, ci si emoziona e si giunge a comprendere l’intero enigmatico cinema di Lynch.
Non è possibile andare oltre, l’enigma sta a voi così come l’assoluto capolavoro del regista di Missoula: eterno, sempre aperto a qualsiasi interpretazione, bello, meraviglioso come il pathos che travolge noi e le due protagoniste.
Voto: 100/100

postato da: Magister_Ludi alle ore 12:51 | Permalink | commenti
categoria:recensioni cinematografiche
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