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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Marco Bellentani
lunedì, 27 novembre 2006

In Ricordo di quella notte

una discesa d’erba verde

un cipresso nero e silente

le lucciole sulla siepe illuminata

io e te, a far l’amore.

Trad.In Inglese:

…A grassy, green slope


a dark, silent cypress tree

fireflies in the shining hedge

you and I, making love.


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La poesia rispetta ancora il fine proposto, quello di legarsi ad un regalo d'amore. Tuttavia, vi devo confessare che il verde della pietra mi ha ricordato una notte d'amore, fra i boschi, dove i simboli di Thanatos si intersecavano con quelli dell'ignoto leopardiano e della prorompente forza alcea dell'amore!
postato da: Magister_Ludi alle ore 16:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia e gioielli
domenica, 12 novembre 2006
Inserirò in questa sezione le poesie che ho realizzato su commissione di una ditta Giapponese, la ITER.
Il progetto prevedeva di incastonare pietre antiche nella lavorazione orafa artigina di stampo fiorentino del mio amico Andrea Salocchi. La poesia è quindi da vedere e leggere in relazione alla pietra e/o gioiello finale.

In questo senso, in tutta l'opera, ho privilegiato temi come l'antichità, il potere, l'amore, il sesso e la tradizione shinto nipponica. Le poesie sono protette non solo dalla legge italiana sul diritto d'autore, ma anche dalle norme internazionali sul copyright e dalle leggi giapponesi. Le poesie furono poi tradotte in inglese con la collaborazione della Prof.ssa Rosemary Ducci.

Cavalletta

Che nessuno uccida la cavalletta!
Proteggila falla cantare nel tuo giardino
di notte, quando sei eccitata
quel suono sarà il mio violino.

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Trad.In Inglese:

Don’t kill the grasshopper!

Protect it, let it sing in your garden,

At night when you’re on fire,

It’s song will be my violin.






postato da: Magister_Ludi alle ore 15:57 | Permalink | commenti (7)
categoria:poesia e gioielli
domenica, 05 novembre 2006




Convessi alberi, soleggiati e cupi

Non c'è ombra per i vaganti

Con le orecchie scarlatte

E il ghigno battuto dal gelo.

 

Sul Viale della Sofferenza

Volano plastiche le api

Tra muri, buche e spazzini

Scorgo un canto d'eccesso liquido.

 

Delle Tre Vaganti

Che Saggezza mena nell'odiato conformismo

Denudo l'anima e rinfresco il viso.

 

E lei, bionda e Vagante

Nunzio dalla favella sognante:

"La mia vita è un organo di sole!"


Progetto : Stadi D'emancipazione Estetica.
Concept: Marco Bellentani & Clara V.Cuzin
Liriche: Marco Bellentani
Immagini: Clara V.Cuzin


Commento: Assai difficile introdurre questo che è il secondo stadio dell'emancipazione estetica del giovane. Chi sono i Vaganti?Noi?Le nostre anime disgiunte dal corpo?Figure di un sogno?Archetipi?Il surrealismo onirico va interpretato come uno schizzo del pittore che ricopre un quadro naturalista.E se nella seconda strofa si parlasse di droga e di conati?E nella terza di un'apparizione sul mio futuro?Comunque sia gli organi di sole, pulsano e/o suonano ancora per noi.

Clara contrappunta la mia visione con i segni della sofferenza, del mistero e di una presenza che è dentro la nostra mente sognante.

postato da: Magister_Ludi alle ore 16:36 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie, arte visiva, segni
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