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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Marco Bellentani
giovedì, 11 gennaio 2007

Ichi è un giovane con profondi traumi della sfera sessuale, ma è anche un immemore addestrato da spietati Yakuza per compiere indicibili (e misteriose) vendette. Ichi è un supereroe, una macchina della morte, un killer incosciente che tutto distrugge e devasta. Kakihara(nella foto di locandina, vd.sopra) è un giovane Yakuza in carriera, disposto a tutto per vendicare il suo capo e farsi largo nella Triade, i suoi metodi sono brutali, i suoi scagnozzi sono pronti a tutto.
L'incontro fatale avverrà mai?
Raccontato così sembra un film che fa dell'Ultraviolenza il solo scopo d'esistere. Di ultraviolenza spettacolare e fantasiosa ce n'è a bizzeffe, tanto da rendere il film godibile e divertente. I più impressionabili stiano alla larga, ma non è l'ultraviolenza a muovere le basi del film, bensì l'amore. La ricerca di una soddisfazione sessuale irrelizzabile, la disperata e pulsante voglia di amore.
Miike sublima l'amore in violenza e tortura e dissemina di riferimenti freudiani una delle sue opere più rigorose e intransigenti. E kakihara il personaggio da seguire con più attenzione, tra la miriade di strambi caratteri che fanno del film un affresco del genio. Si taglia la lingua e la dona? Cosa significa? Trova una donna violenta e la ama finche può...cosa significa?
Insomma qui la pulsione erotico-amorosa si trasforma in un bagno di sangue e di dinamicità che ci immerge in una tortuosa ricerca dei propri limiti, dei propri desideri, senza dimenticare che Miike ama spiazzarci e buttar lì scene o svolte del tutto imprevedibili e che lo spettatore non può risolvere.
Bellissimo, violento, passionale, dinamico, virtuosamente cinematografico...Una pietra miliare. 100/100!
Chi avesse problemi con la simbologia e il finale mi contatti pure...BUON VIAGGIO!!!!!!!!!!!!!!!!
postato da: Magister_Ludi alle ore 15:34 | Permalink | commenti (9)
categoria:recensioni cinematografiche
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