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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Marco Bellentani
mercoledì, 21 febbraio 2007
Dall'abisso sensibile emergono, immagini e frammenti del mondo da cui veniamo, della distruzione creativa che ci spaventò, un giorno, anche se magari non eravamo che fulgide stelle pulsanti.
Inoltre, quando penso all'infanzia ricordo che tutto è bloccato in un tempo fermo, e i miei amici, anche quelli di scuola, sono rimasti bambini, nel mio pensiero e nel mio sogno...non sono cresciuti. Sono rimasti imbambolati...come morti. Molti ricordi d'infanzia, un'età dove tutto è fantastico e terribile, sono poi colmi di sofferenza, anche se solo riguardano il gelato caduto nella strada e che non puoi più mangiare...Una sciocchezza, ma non sei sentimentalmente pronto e per te tutto diventa grave.
Regredendo, danzando tra quei manichini imbambolati ho scoperto che il terrore, l'ansia emergono e si nascondono nelle visibili crepe del buio...le  crepe...attraversare le crepe, dare spazio alla follia...riavvicinarsi.. Non è sempre piacevole l'oscillazione magica che mi pervade e permette di vedere.

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postato da: Magister_Ludi alle ore 18:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie audio
martedì, 06 febbraio 2007
Quando sarò in grado di manipolare, attraverso le mie conoscenze scientifiche, gli elementi, allora il dialogo con Dio sarà diretto e la stessa scienza sarà religione e magia del futuro
.
L'universo pensante e le sue molecole si muovono e creano linguaggio, in altre parole saremo sempre qualcosa, saremo magari anche anima ed essa sarà materiale.
La domanda non è dunque "esisteremo?", ma "percepiremo?". E' questo che ci incasina anche perché non riusciamo ad uscire dalla visione antropocentrica, impostaci dalla cultura e dai nostri sensi.
L'umano è solo uno status, e se la mortalità porta ad essere qualcosa altro, non esiste mortalità. Tuttavia, percepiremo? Esistere senza la percezione che esistenza è?
Qui nascono il terrore...il dubbio atavico...le immagini spaventose!
Ma io ricercherò, fino alla fine, continuerò alchemicamente a contribuire al pensiero scientifico, perchè non voglio abbandonare la donna che amo! Non voglio che la mortalità separi la nostra esistenza e che annulli la nostra percezione! Questo pensiero mi rattrista...

Eppure mi basterebbe capire qual'è il segreto della percezione per poterla incontrare, dopo, in un luogo non luogo, ove i ricordi sono eventi futuri e il nostro amare sia comunicazione.

Un profondo dolore, una lacrima organica e in grado di percepire, sgorga dal mio intelletto, perché non so se ce la farò, non so se ti incontrerò...e non so se percepirò la tua comunicazione...ma se così fosse

danzerai come un ravenant, dolce reverie
al risonante mare del cervello di Dio
guardando il nostro eterno futuro
mi ricorderò di te...


 
postato da: Magister_Ludi alle ore 11:20 | Permalink | commenti (6)
categoria:philosofem
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