L'istinto creativo di Von Trier giunge all'apice e ci regala uno dei film più importanti che si possa decidere di vedere. Dogville presenta i crismi del capolavoro sin dalle scelte di base: grandi attori a cui è imposto un recinto creativo-creazione su cui, come in teatro, dare il meglio di loro stessi.

La stilizzazione brechtiana della scenografia apre al profondo testo che Von Trier lascia al narratore e al rapido susseguirsi degli avvenimenti. In un crescendo di tensione e passione, lo spettatore mai si annoierà grazie alle capacità del registra e alla catarsi-Kidman, dinnanzi ad un'opera che aveva come primo rischio proprio questo.

I piani di lettura del film sono molteplici e giustamente lasciati allo spettatore: ma non si può prescindere dal metafisico. "Due Dei/due uomini/padre-figlia discutono sulle nefandezze del genere umano prendendo,poi, la decisione finale che tutti sapremo dopo averlo visto". Così Grace svela il suo volto. Così si spiegano le sue mancate reazioni, la sua disperazione divina al nuovo peccato che l'infanga: quello dell'intolleranza e della falsità. Nient'altro che una disputa (sul modello greco), vitale, su cui sacrificarsi o sacrificare. Nella "città" degli uomini-CANE solo un cane si salva: chi è senza malvagità scagli la prima pietra...

La locandina originale di presentazione troneggia nella mia stanza, ma il 110 e lode è comuqnue obbligato e frutto di una visione oggettiva. Una menzione d'onore alla Kidman: la vera unica Dea di bellezza-bravura del cinema contemporaneo. Tra i migliori film della storia!
Sito Ufficiale: http://www.medusa.it/dogville/


I piani di lettura del film sono molteplici e giustamente lasciati allo spettatore: ma non si può prescindere dal metafisico. "Due Dei/due uomini/padre-figlia discutono sulle nefandezze del genere umano prendendo,poi, la decisione finale che tutti sapremo dopo averlo visto". Così Grace svela il suo volto. Così si spiegano le sue mancate reazioni, la sua disperazione divina al nuovo peccato che l'infanga: quello dell'intolleranza e della falsità. Nient'altro che una disputa (sul modello greco), vitale, su cui sacrificarsi o sacrificare. Nella "città" degli uomini-CANE solo un cane si salva: chi è senza malvagità scagli la prima pietra...

La locandina originale di presentazione troneggia nella mia stanza, ma il 110 e lode è comuqnue obbligato e frutto di una visione oggettiva. Una menzione d'onore alla Kidman: la vera unica Dea di bellezza-bravura del cinema contemporaneo. Tra i migliori film della storia!
Sito Ufficiale: http://www.medusa.it/dogville/
postato da: Magister_Ludi alle ore 17:08 | Permalink | commenti (4)
categoria:recensioni cinematografiche
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