

Ancora Miike: ancora estremità, scoperte morbose, eccentricità e poesia.
Il budget risicato di questo gioiello ne fa una perla di creatività, con la macchina da presa che
simula l'occhio dello spettatore ( in un simulazione di reality game più riuscito di quelli propinati dalla tv), alla ricerca di punti di vista che riescono a proiettarci dentro la
disgraziata famiglia di questo capolavoro. Una madre, un padre e un figlio (e una figlia prostituta sfuggita
al manage ma protagonista di incesto e frustrazioni) chiusi in una scatola dell'autodistruzione. Traditi e traditori, insoddisfatti e eroinomani, violenti gli uni sugli altri. In questa disgregazione, all'improvviso, entra in casa uno sconosciuto, Visitor Q appunto, che non fa altro che alloggiare, mangiare e, silenzioso, assecondare quello che accade, senza stupirsi, senza opporsi. Eppure la presenza di un elemento a sorpresa cambia le carte in tavola..
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Visivamente estremo, tanto che se ne consiglia non solo la visione ad un pubblico adulto, ma anche ai poco impressionabili, Miike dimostra ancora una volta che dietro la violenza, l'umorismo nero (come la necrofilia possa diventare spazio di risate e scoperte poetiche solo lui ce lo poteva suggerire brillantemente), la morbosità di anime perdute, c'è, in quello stesso Giappone malato e vizioso, la voglia di riunire un nucleo familiare disgregato, la voglia di poesia che salva la vita.

Sì, è proprio così...dopo tutto quello che succede in questo film, dopo che tramite la liberazioni di pulsioni bestiali (violenza carnale, omicidio, necrofilia, incesto, botte da orbi, droga, allattamento ad un seno che, per magia e grazia divina, sprizza latte all'infinito) i componenenti trovano una loro dimensione espressivo-affettiva e la poesia immensa, sorprendente, dolcissima, ci travolge impotenti.
E' incredibile il senso di sollievo e pace che può assalirti dopo un film del genere. Solo un genio (malatissimo) come Miike Takashi poteva riuscirci...


Durata: 84'
Data di uscita: 2001
postato da: Magister_Ludi alle ore 12:02 | Permalink | commenti (4)
categoria:recensioni cinematografiche
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