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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Marco Bellentani
martedì, 26 giugno 2007
G.

Entri dentro di taglio,

gonfi placida di scottante tepore

sei li con me e il mio pianto

si trasforma in sangue per il prossimo battito di cuore.

Ti amo perché, quando ti penso

Le foglie di betulla di questo sudicio prato

Cominciano a suonare.


 

for u.

Commento: nessuno.

postato da: Magister_Ludi alle ore 22:12 | Permalink | commenti (7)
categoria:poesie
mercoledì, 13 giugno 2007
Film allungato dopo il flop americano, Grindhouse vede subito il ritorno alla grande di un mostro sacro del cinema duro e bullo come Kurt Russel, personaggio principe e mattatore della storia.
Parlare di trama temo sia abbastanza stupido: uno psicopatico stuntman ammazza pulzelle che se la tirano con una macchina a prova di morte, super blindatissima e più tagliente di un'accetta argentiana (non nomino Argento a caso perché la citazione più bella e filmicamente divina è proprio di un film di Dario...a voi cinefili postare in commenti quale...su dimostratemi che ci sapete fare...è facile cmq!). Alla fine incontra donne stuntman...
Tutto qui...forse che sì, forse che no...
Nel senso che Grindhouse rappresenta per certi versi un riscatto dopo Kill Bill. Quest'ultimo, forse anche giustamente, è stato un film sopravvalutato per via della sua superba messa in scena e della dose di azione spettacolare che ci ha sparato in faccia senza remore, ma altresì rappresentò la prova dell'inaridimento della vena linguistica di Tarantino con dialoghi inutili e non ironici, o comunque scontati che facevano quasi rimpiangere Jackie Brown!In Grindhouse questa vena è per lo meno ricercata, ed infatti si ride a sprazzi proprio grazie ai serratissimi dialoghi ma, purtroppo, i tempi di Le Iene e Pulp Fiction paiono ancora lontanissimi.
Un film da vedere, non incensare e non mettere al rogo, vista anche l'incredibile scena dell'inseguimento finale, culminata ahinoi in un finale trash stupido che rappresenta  il secondo punto di debolezza del film: Stuntman Mike poteva divenire uno di quei personaggi alla Vincent Vega, o meglio alla Mr.Brown o Pink, mitico, scolpito, divertente nonché spietato, ma Tarantino fallisce il rigore ridicolizzandolo proprio nel momento di dare al film l'impronta decisiva per sancire il ritorno del grande cinema linguistico di Quentin. Peccato!
postato da: Magister_Ludi alle ore 23:20 | Permalink | commenti (5)
categoria:recensioni cinematografiche
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