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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Marco Bellentani
martedì, 09 ottobre 2007

                                                   Il buio nell'Anima                                                                                                                                  
Jordan, a suo modo, ha sempre alternato film stupendi ad altri sinceramente discutibili, quindi, davanti alle nuove uscite dell'artista irlandese non si sa mai come va a finire. Questa volta si pende per la discussione, nonostante l'intensa e sentita prova della Foster, a causa di un soggetto che rifà le veci del celeberrimo "Il giustiziere della Notte" con C.Bronson.
Più introspezione, più sofferenza mostrata e travaglio esistenziale, ma sostanzialmente, giustiziere in gonnella. Fidanzato ucciso---> Pistola comprata ----> Mutamento interiore ----> Giustizia fai da te.
I tempi del western in USA non sono mai finiti, ma l'eroismo senza tempo dei bounty killer, trasforma, nella metropoli moderna, in killer senza meta.
Ora ci sarebbero gli ingredienti per il gran film, ma la sceneggiatura a senso unico evita lo spiccar d'ali tanto atteso, limitando la visione a omicidi, battute pseudo-esistenziali tra polizziotto attratto e carnefice, senza inoltrarsi nel vero punto di non ritorno. O meglio, il punto di non ritorno c'è, nel finale, ma si risolve in una bolla di sapone di quello riciclato dalle soap opera. Sapone nero, senza dubbio, ma sempre sapone.
Insomma, il film si vede e nella sua unitelarità scatenerà diverse polemiche (sponsor fabbriche d'armi? sponsor sedia elettrica? attestato del punto di non ritorno a cui la società malata ci sta menando?), ma Jordan era il grande autore di capolavori come "La moglie del Soldato" e non il regista emergente che avrebbe girato con più freschezza questo "Il buio nell'anima".
Voto: 60/100
postato da: Magister_Ludi alle ore 10:54 | Permalink | commenti
categoria:recensioni cinematografiche
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