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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Marco Bellentani
giovedì, 29 novembre 2007
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Buona Lettura e a prestocon cose meno tecniche!



postato da: Magister_Ludi alle ore 13:20 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 06 novembre 2007
Ovviamente il voto al film è dei massimi.
Non si può altresì lasciar sottesi l'incredibile perizia tecnica di Bergman nelle scene subliminali e oniriche, la serie di simboli sovrapposti (tra cui un pene eretto poi ripreso in Fight Club, ma qui con senso ovviamente più germinale), la violenza cinematografica della celluloide sul volto delle bellissime e bravissime protagoniste.



In un trama così, spicciamente detta: Un'attrice, Elizabeth Vogel, decide improvvisamente di non parlare, le viene affidata un'infermiera, Alma, giovane e aperta al mondo e all'esperienze. Le due vengono collocate nella casa al mare della direttrice dell'ospedale. Si instaura un rapporto di amicizia, fiducia, amore...poi, dopo che l'attrice rivela in lettera i segreti dell'infermiera, di odio e contrasto. Nello scontro delle esigenze, dell'essere, delle opposte filosofie di vita la personalità di una si fonde nell'altra, nasce una nuova Persona.

Mi chiedo che senso abbia decidere di non parlare.
Il tuo mutismo, puttana - si proprio questo ho pensato della Vogel durante la visione (come ad anticipare l'aggressività finale di Alma) - non interessa a nessuno, la tua decisione è inutile così come la tua apatia. Questa la prima idea, fino a capire ovviamente che anche parlare può essere ritenuto inutile e, magari, oltremodo teatrale, come se una maschera celasse i veri motivi dell'essere, inesprimibile, nella sua totalità, dal linguaggio. La realtà dei fatti è che la nostra comunicazione è artefatta, allora converrebbe tacere.

Siamo le nostre fantasie? Siamo noi stessi nel linguaggio?

Ma nel silenzio ci perdiamo e ritorniamo alla necessita di, almeno, ascoltare. Ma nell'ascolto non c'è seduzione?
Tutto pulsa e allora tu, Vogel, ti ergi ad essere superiore sbeffeggiando me, Alma? Sì, è così...
Siamo così, siamo profondamente colpa e redenzione, sperimentazione e rifiuto. Siamo quello che abbiamo inventato, istituzionalizzandolo in imprese e statuti che nulla hanno più di umano, che non reggono la forza dell'esigenza che l'ha create.
Siamo l'io, Alma, e il superio Vogel, narcisi e furenti.

Non possiamo prescindere nè dalla parte che comunica con l'esterno , nè dalla parte che tace e irride tutto, offendendo qualsiasi cosa passi sotto setaccio!

postato da: Magister_Ludi alle ore 22:29 | Permalink | commenti (5)
categoria:philosofem
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