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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. per sempre | Marco Bellentani
sabato, 16 settembre 2006



pp. 144, ISBN 88-86957-67-X

Per sempre... è il mio primo romanzo.
Lo scrissi in prima stesura nel 1994 a 21 anni, dopo, naturalmente la solita delusione amorosa.
Nel 1998 una casa mi propose la pubblicazione in quanto vinsi un concorso con "L'invisibile" il racconto che potete leggere nella sezione Racconti.
Per la trama e il commento vi rimando alla Prefazione che mi scrisse la critica Bianca Cerulli.
Per Sempre probabilmente dista anni luce dalle ultime mie cose, ma fu, in effetti la prima cosa che scrissi seriamente, appassionatamente. Soffrivo ancora il distacco che anelavo da certe convenzioni (8 anni di scuola dai preti!) e lo spiritismo fu una prima parabola; il tutto condito con quell'ipersensiblità adolescenziale che farà anche scapigliato, ma nutre il romanticismo più schietto e deciso.
Il romanzo ebbe un discreto successo, in quanto intriso di una certa freschezza compositiva, una visione giovane al 100%(il mondo adulto è escluso come spesso accade nei miei scritti) e un'allucinata visione del mondo. La storia d'amore raccontata è poi assai strappalacrime, visto anche il famoso finale che vi invito a scoprire alla fine!

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postato da: Magister_Ludi alle ore 13:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:per sempre
sabato, 16 settembre 2006
"Amare, comunque!". È la preghiera, l'invocazione, il grido di Marco. Che rimane nelle orecchie del lettore ben oltre l'ultima pagina del romanzo; che lascia una scia di polvere cosmica nella quale non è difficile veder agitarsi gli spiriti e le magiche presenze che affollano i giorni e le notti dei due adolescenti, Marco e Stefano, protagonisti di questo singolare romanzo di Marco Bellentani, emergente scrittore e poeta modenese.
Gusto per l'intreccio romanzesco e tensione religiosa sono le componenti che più facilmente si riconoscono in queste pagine. La prima nasce probabilmente da una genuina passione dell'autore per i colpi di scena e le sorprese che, disseminate qua e là nel testo, muovono la trama conferendole ritmo e tono; la seconda, oltre a rispecchiare una questione che sta - evidentemente - molto a cuore a Bellentani, è direttamente funzionale alla creazione dello spessore piscologico dei due protagonisti e dell'atmosfera di fondo che pervadendo tutto il romanzo gli regala accenti e toni mistici, da viaggio ultraterreno; fondendosi in ogni pagina, queste due componenenti regalano una lettura a metà tra il fantasy e il diario beat. Originale miscela che l'autore agita con saggezza, sorprendendo senza stancare.
Bellentani narra, partendo da un'estate a Viareggio, le storie parallele di Marco e Stefano, legati da un'amicizia amorosa priva di ambiguità, e quelle dei loro amici. Vite che s'incrociano per un attimo, o per sempre (il titolo del romanzo non è qui citato a caso), sprigionando scintille: "in tutti i momenti ciò che succede significa qualcosa" dice ancora Marco in uno dei suoi momenti ispirati; e Stefano: "Ti prego, continua... amore e ragione, vita e morte... sentimenti... sei in vena stasera." Mentre Marco infila pensieri come perle Stefano lo ascolta affascinato: ed è come se facessero l'amore senza toccarsi, senza la necessità di suggellare col corpo un'intesa già perfettamente compiuta con le sole anime. Questo dell'amicizia tra due ragazzi - maschi - è uno dei tempi più originali del romanzo; sembra infatti che ci sia una sorta di tabù ancestrale che impedisce agli uomini - non certo alle donne - di parlare dei loro amici, o talvolta, addirittura, di avere degli amici. Bellentani, al contrario, entra nell'amicizia al maschile senza incertezze spingendo i due ragazzi a manifestare il loro amore - sì, lo chiama proprio così - senza timore di equivoci. E il bello è che tutti gli altri, il gruppo, non mostrano la minima sorpresa o il minimo sospetto per un legame tanto forte; lo accettano, anzi, del tutto naturalmente. A dimostrazione che l'adolescenza, come diretta conseguenza dell'infanzia, ha una capacità di accettazione incondizionata e priva di pregiudizi. I quali ultimi, si sa, fanno parte di un altro mondo. Quello degli adulti, giustamente relegati nel romanzo al ruolo di pure comparse. Tranne che in un caso: quello del folle automobilista che, armato d'accetta, fa a pezzi la famiglia. È solo un episodio, ma fa riflettere: l'unico violento e per giunta omicida di tutta la storia è un signore di mezza età: come non vederci una chiara presa di posizione - del resto a un certo punto esplicitamente ammessa da Marco - nei confronti dei "grandi" che con le armi della logica fanno a pezzi i sogni dei loro figli? Marco e Stefano, pur avendo famiglie probabilmente affettuose vivono, di fatto, da soli: con le loro sbronze, le loro poesie (leggono - poteva essere altrimenti? - Verlaine e Poe, per non citarne che due) e le loro fanciulle.
Accanto a Marco e Stefano ci sono infatti due ragazze, anzi tre: Ilaria, Lisa ed Eleonora. Concrete e presenti la prima e l'ultima, enigmatica e sfuggente sino alla rivelazione dell'ultima riga la seconda. Portatrici di amore e disperazione come solo nell'adolescenza - e non è un luogo comune - succede. In modo totale e totalmente esigente. I loro rapporti, tra ragazze e ragazzi, sono come quelli di tutti gli adolescenti: fatti di emozionanti scoperte, ripicche infantili e separazioni laceranti. Ma sono anche continuamente intessuti di rimandi segreti, coincidenze misteriose, sogni che confinano con la realtà. E qui rientriamo nella seconda dimensione del romanzo, quella fantastica. Marco e Stefano, Ilaria e Lisa (Eleonora solo per un po', prima di cedere alla ragione dei "grandi") vivono a stretto contatto, anzi, sono immersi in un mondo che solo a tratti ha confini precisi e solidi; più spesso sfuma in un irreale che non è magico bensì, diremmo, mistico. Marco, che spesso parla di anime e di Dio, non lo fo mai in modo casuale o astratto. Lui sa che l'universo sensibile non è che la forma esteriore di una sostanza nascosta ma più vera del reale; e pur essendo anche lui - come gli altri - sconosciuto a se stesso, pur essendo anche a lui nascosto il proprio destino, finisce con l'essere, proprio per la sua speciale visionaria lucidità, la causa prima scatenante di una serie di reazioni a catena che lo conducono, e con lui il lettore, alla rivelazione della vita dell'anima. E qui ci fermiamo. Tradizione e mercato vogliono che non si racconti il finale al lettore. E finale, con relativo colpo di scena, qui non manca. A rendere ancora più intrigante una lettura intelligente e, ciò che non guasta mai, appassionante.
 
Bianca Cerulli
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IL COSTO DEL ROMANZO E' DI 10 EURO (SPESE INCLUSE)
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